La moda

Considerata la seconda industria più inquinante al mondo:
Sfruttamento ed inquinamento delle risorse idriche: Solo per la realizzazione di una T Shirt servono 700 litri d’acqua, pari al fabbisogno di acqua per tre anni di una persona. Danno ecologico collegato alle risorse idriche riguarda lo smaltimento di tutte le sostanze tossiche con cui vengono trattati i capi di abbigliamento. Il 20% dell’inquinamento delle risorse idriche mondiali dipende dall’industria della moda.
Per la coltivazione del cotone si utilizzano un quarto dei pesticidi prodotti in tutto il mondo
Sfruttamento del suolo: Dai campi di cotone ai campi di allevamento di bestiame per la realizzazione del pellame.

Diminuzione delle risorse naturali: L’industria della moda è quasi completamente dipendente dall’utilizzo di combustibili fossili e dalla necessaria manodopera.
Consumismo e sprechi: In occidente compriamo abiti per il 400% di più che venti anni fa’.
Schiavitù moderna: La mancanza di trasparenza nella catena di fornitura nei grandi brand non permette di garantire l’assenza di sfruttamento della schiavitù nella catena di produzione dei più importanti marchi di moda
Sia il poliestere che il nylon, se lavati in lavatrice, si rompono e ciò porta all’immissione di innumerevoli micro frammenti di plastica nei nostri sistemi idrici. Gli scienziati hanno da poco scoperto che tali frammenti, detti “microplastiche”, stanno entrando a far parte della nostra catena alimentare.

Fonte: dressforchange.org

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